Adesso mi sembra questa la realtà, e il mondo reale la fantasia. Avatar
Tornando a casa dal laboratorio dove lavoro, mi ha colpito un pensiero: "Sto forse diventando un Avatar?".
Un Avatar di me stesso, un essere che esiste nella realtà-reale quanto nella realtà-virtuale; sono ancora sicuro che la mia vita "virtuale" rispecchi la vita "reale", che sia solamente una trasposizione di me stesso in un altro contesto?
Ormai è noto ai più che la maggior parte di noi vive due vite: una reale e una virtuale. Potremo definire la vita reale come composta dall'insieme di relazioni che intercorrono tra noi e le persone che ci circondano, persone con le quali interagiamo senza ausili tecnologici. La vita virtuale è composta sempre da relazioni con persone, con le quali però interagiamo grazie alle rete Internet… semplificando la cosa.
Finora ho sempre pensato che la mia vita virtuale fosse una trasposizione di quella reale, un ausilio grazie al quale potevo prolungare i rapporti con gli amici, un'appendice di quanto succede quando sto con gli altri…
Grazie a Skype posso parlare con gli amici di sempre senza dover aspettare di vederli, con Facebook possono sapere cosa sto facendo o cosa vorrei fare e possiamo decidere dove e quando incontrarci, con Twitter possono sapere cosa sto pensando o viceversa e così via.
Mi rendo conto però che il tempo che passo con gli amici "virtuali" è molto più di quello che passo con gli amici "reali". Parlo di più con le persone via Skype che al bar davanti ad un caffè. Comunico i miei stati d'animo su Facebook e aspetto commenti… Comincio a chattare per ore con persone che ho visto solo una volta di persona. Le emozioni, i sentimenti non sono meno veri… ma sono in qualche modo filtrati. Sento l'alienazione data dallo schermo e data dall'affidare me stesso e quanto sto pensando, a una tastiera. Mi pare di vivere una meta-realtà dove io e le persone con cui parlo siamo rappresentazioni delle vere entità che stanno dietro lo schermo.
Adesso più che mai ho bisogno di relazioni vere, lontane dal Web. Ho la necessità di toccare e di sentire le persone con cui sto. Ho la necessità di sentirmi vero ed esposto per quello che sono, senza filtri. Non voglio mostrare di me una foto venuta (a volte) bene; voglio mostrare me stesso. Insomma, è tempo che la vita "reale" occupi almeno il 51% del tempo e che quella virtuale torni ad esserne un - valido, divertente, utile - supporto.
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