giovedì 4 marzo 2010

The crazies

Regia: Breck Eisner - Anno: 2010 - Giudizio: *1/2



In una cittadina sperduta nel continente americano, composta da mille abitanti, quasi tutti agricoltori, cominciano ad accadere degli strani fenomeni: un contadino si presenta con un fucile ad una partita di baseball, un padre di famiglia tenta di uccidere moglie e figlio con un coltello… Sostanzialmente, a causa di un non meglio precisato virus o battere gli abitanti stanno diventando pazzi. La pazzia sembra sia portata attraverso l'acqua che arriva nelle case.

Questo è quanto basta per capire di cosa parla questo film. Ovviamente la trama è del tutto inverosimile, ma non si pretende che questi film si avvicinino alla realtà. Il problema grosso sono i vuoti logici da una situazione all'altra, l'inconsistenza della storia e del susseguirsi degli eventi. Gli attori sono discutibili, in particolare il protagonista principale, ossia lo sceriffo. I dialoghi sono poveri e scritti male, il regista sembra dire: "Purtroppo devo farli parlare, ma un film muto sarebbe stato meglio". La risoluzione degli enigmi viene proposta in modo inaspettato e improvviso, non ci sono spiegazioni, non ci sono conseguenze. E' tutto un po' buttato là.

Citazioni. Il film è un'accozzaglia di riferimenti ad altri film di genere. L'inizio è totalmente aderente a "E venne il giorno"; l'accostamento con questo bel film è costante per tutti i primi 10 minuti. Poi ritroviamo degli elementi di "Signs" pur non centrando niente gli extraterrestri. La città messa a ferro e fuoco, ricorda molto da vicino alcune scene viste in "1997 fuga da New York" e alcune atmosfere di "30 giorni di buio". Le scene nel campo di concentramento dove vengono detenuti (per circa 20 secondi) i "pazzi" sono un insieme degli ultimi film horror (ad esempio: Saw, the orphanage, fragile). L'idea iniziale della deportazione e del contenimento dei pazzi si avvicinava molto a quanto descritto da Saramago in "Cecità", ma poi l'idea viene abbandonata e non approfondita. Poi si prende a piene mani da "28 giorni dopo": la fuga in auto, i paesaggi deserti, l'idea di famiglia improvvisata, l'esercito come nemico. Ci sono molti riferimenti al recente "The road": le bande di strada e l'idea di isolamento.  Infine, grandi riferimenti a tutta la trilogia degli zombie di Romero. Invero, i "pazzi"  ad un certo punto si trasformano in zombie; le scene alla stazione di servizio sono chiaramente ispirate da "Zombie" il secondo capitolo della trilogia e il super-zombie con cui si scontra il nostro sceriffo somiglia molto al leader in "La terra dei morti viventi". I militari crudeli sono vicini a quelli de "L'Alba dei morti viventi". Le situazioni in auto spesso ricordano "La notte dei morti viventi". Insomma tutto il Romero che conta per gli spaventi e nulla del Romero che ci spiega come gli zombie infine non siano tanto peggio o forse addirittura meglio degli esseri umani. Ovviamente non c'è l'ombra di una morale o di un insegnamento di qualsiasi genere.

Nonostante la critica efferata devo dire che il film riesce nel suo intento: spaventare. La tensione è costante e alcune scene sono molto fantasiose e ben studiate. Diversamente da altri horror, questo non annoia o non fa divertire involontariamente lo spettatore. Se si riesce ad accantonare la razionalità e la voglia di capire cosa sta succedendo o la necessità di dare una spiegazione alle cose che vediamo, alla fine è possibile divertirsi e non pensare ad altro.

Guarda il trailer su YouTube.

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